IL RECUPERO CREDITI AL TEMPO DEL COVID 19

Oggi parliamo di un tema di forte attualità di diretta conseguenza alle chiusure aziendali dovute al Covid19.

Moltissime aziende hanno ricevuto svariati insoluti sulle scadenze da febbraio ad aprile e, ovviamente, tutti questi insoluti hanno impattato direttamente sui fidi salvo buon fine.

È necessario intervenire con le banche per evitare automatismi di riduzione del Rating e spiacevoli riduzioni dei fidi per smobilizzo di portafoglio e/o di potenziali altre linee di credito concesse.
Di norma questo non dovrebbe essere un problema, poiché le banche sanno che spesso gli insoluti sono semplicemente dovuti alla chiusura temporanea del debitore e non ad un effettivo aumento del rischio di mancato pagamento.

Il decreto Cura Italia, tra gli altri meccanismi, ha la possibilità, laddove necessario, di richiedere la sospensione della rivalutazione dei fidi di smobilizzo portafoglio e di cassa.

Ma passiamo al tema del “recupero crediti” evidenziando alcuni consigli:

  • Indipendentemente dal mercato nel quale opera l’azienda e dalla sua forza contrattuale, è sconsigliabile un atteggiamento di blocco totale alla richiesta di dilazione pagamento da parte della clientela. Piuttosto appare necessario contrattare, definendo i termini della dilazione.

  • E’ opportuno pertanto decidere una strategia, anche in base agli importi, sulla concessione di dilazione:

  1. Visto il posticipo delle scadenze attuato dal sistema bancario è consigliabile non superare i sei mesi di dilazione.

  2. È preferibile non avere mensilità senza incassi e quindi suddividere l’importo sulle rate piuttosto che avere mesi vuoti e importi considerevoli. Questo per mantenere un “termometro” continuo della situazione e intervenire subito al primo mancato rispetto della scadenza.

  3. Normalmente è possibile applicare interessi di mora come previsto dal D.L. 231/2002. In questa situazione sarebbe preferibile non farlo o comunque ridurre al minimo il tasso applicato. Far notare al debitore che di norma si richiedono gli interessi ma che, in questo caso, pur sopportando comunque un costo del denaro, si applicheranno in forma ridotta (o non si applicheranno), farà si che il debitore non dia per scontata, gratuita e abitudinaria l’accettazione di ritardi di pagamento.

  4. Nel concedere la dilazione è importante tracciare una linea di demarcazione, stabilendo con il debitore una data in cui si potrà tornare alla normalità. Questo perché, se ciò non avverrà, sarà più facile far accettare i metodi di pagamento, le condizioni più restrittive ed eventuali riduzioni di forniture.

  5. Per importi superiori a € 5.000,00 (credito al di sotto della quale normalmente gli avvocati ritengono antieconomica l’azione giudiziale di recupero crediti) è opportuno assoggettare la concessione della dilazione alla sottoscrizione di un “riconoscimento del debito”, come accordo tra le parti che descriva le forniture effettuate, la mancanza di contestazioni e la richiesta di dilazione da parte del debitore in una o più rate, la modalità di pagamento e le conseguenze dell’inadempienza.

    Tale documento permetterà, in caso di azione giudiziale, di accelerare la procedura e di avere maggiori possibilità di successo del recupero del credito.

  6. Cercare di “imporre” come metodo di pagamento, almeno del piano di rientro, una Riba o SDD in modo da non dover rincorrere il debitore chiedendo l’esecuzione del bonifico.

  7. In caso di grave mancanza di liquidità bisogna cercare di ottenere le stesse dilazioni concesse alla clientela dai propri fornitori, scegliendo quelli più importanti in termini di importi in scadenza.

Speriamo che questi consigli possano risultarvi utili, e vista l’estrema importanza del tema, non esitate a contattarci così da potervi assistervi direttamente.

Autore: Paolo Manzoni Consulente Senior
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