DECRETO RILANCIO IN PILLOLE

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1. Stop all’IRAP per le imprese fino a 250 Mln di fatturato

Non è dovuto il versamento IRAP del saldo 2019 (fermo restando l’obbligo di versamento degli acconti 2019) e del 1° acconto 2020 che risulterà definitivamente abolito anche in sede di calcolo del saldo 2020 per tutte le imprese con ricavi fino a 250 milioni di euro. Non sarà condizionato alla perdite registrate.

2. Stop acconto IMU per alberghi e affini

Cancellato l’acconto Imu, quota-Stato e quota-Comune, in scadenza il 16 giugno per alberghi, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, campeggi, rifugi di montagna, stabilimenti balneari marittimi e termali, a patto che proprietario e gestore coincidano. Esentati fino al 31 ottobre gli spazi aggiuntivi di occupazione di suolo pubblico necessari agli esercenti di pubblico servizio per rispettare il distanziamento sociale.

3. Proroga a settembre dei versamenti IVA e contributi per imprese che hanno subito cali di fatturato

Proroga al 16 settembre (e non dal 20 maggio) per la ripresa dei versamenti delle ritenute, dell’Iva e dei
contributi sospesi a marzo, aprile e maggio per le imprese che hanno subito cali di fatturato, rientrano tra le filiere maggiormente colpite o sono nelle province dichiarate zona rossa all’inizio della pandemia. Si potrà pagare in unica soluzione o dilazionando il versamento in quattro rate di pari importo a partire sempre dal mese di settembre.

4. Cassa integrazione prorogata

Cassa integrazione per una durata massima di 18 settimane, di cui 14 fruibili per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 e quattro ulteriori dal primo settembre al 31 ottobre 2020. Diventa inoltre più veloce la procedura per la Cassa in deroga: il datore di lavoro potrà rivolgersi direttamente all’Inps. L’Inps, in 15 giorni dall’arrivo dell’istanza, erogherà un anticipo dell’assegno del 40%. Licenziamenti sospesi per 5 mesi.

5. Rinvio notifiche cartelle esattoriali

Vengono rinviate al 1° settembre le notifiche di 22 milioni di cartelle esattoriali e al prossimo anno la consegna di 8,5 milioni di atti di accertamento.

6. Estensione credito d’imposta per sanificazione

Credito d’imposta al 60% per le spese di sanificazione, esteso anche al terzo settore.

7. Sconto su bollette PMI

bollette scontate per tre mesi per le piccole e medie imprese. Il taglio passa attraverso una rimodulazione delle componenti fisse della bolletta, come i costi di trasporto e gestione del contatore e gli oneri generali, per tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione.

8. Contributi a fondo perduto per PMI fino a 5 Mln di fatturato

Aiuti a fondo perduto previsti per le piccole imprese (anche artigiani, commercianti e professionisti) fino a 5 milioni di euro di fatturato, a patto che abbiano subito un calo complessivo dei ricavi di almeno un terzo ad aprile rispetto allo stesso periodo del 2019: L’importo dell’indennizzo (che sarà di minimo 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le imprese) è determinato applicando una percentuale sulle perdite di fatturato tra, appunto, aprile 2020 e aprile 2019:
 20% della differenza di fatturato per chi ha ricavi fino a 400.000 euro
 15% per chi ha ricavi sopra a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro
 10% per chi ha ricavi sopra a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro
Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di cui al presente comma ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.
Per ottenere il contributo a fondo perduto bisognerà fare richiesta (indicando di essere in possesso dei
requisiti) per via esclusivamente telematica all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dall’avvio della procedura da parte di quest’ultima, che verrà definita con un apposito provvedimento. Il contributo sarà corrisposto con accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale.
La richiesta dovrà contenere anche l’autocertificazione di regolarità antimafia, su cui la Guardia di Finanza farà i controlli successivamente all’erogazione del contributo. Chi, avendo presentato questa autocertificazione, non superasse la verifica antimafia verrebbe punito con “la reclusione da due a sei anni”. In questo caso (e negli altri casi in cui risultasse che l’importo non era dovuto) l’Agenzia dell’Entrate recupererebbe il contributo non spettante, oltre alle relative sanzioni e agli interessi. La “percezione del contributo in tutto o in parte non spettante” è punita con l’applicazione dell’articolo 316-ter del codice penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni.

9. Credito d’imposta per canone locazione imprese, autonomi e professionisti fino a 5 Mln di fatturato

Per imprese, autonomi, professionisti con ricavi fino a 5 milioni di euro (limite che non si applica alle strutture alberghiere), si prevede un credito d’imposta del 60% “del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”. Il credito al 60% si applica anche agli enti del terzo settore e religiosi. Nel caso di servizi a prestazioni complesse e di affitto d’azienda, il credito d’imposta scende al 30% del canone. Per calcolarne l’ammontare, si dovrà considerare i canoni dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020, mentre per “i soggetti locatari esercenti attività economica” il presupposto per beneficiare del credito è di aver subito “una diminuzione di fatturato”, in ciascuno dei mesi per cui si vuole fruire del beneficio, “di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente”. Si prevede poi che il credito possa essere ceduto al locatore e al concedente (ottenendo così uno sconto sul canone pari all’importo del credito), oppure “ad altri soggetti” come istituti di credito e altri intermediari finanziari.

10. Bonus aprile/maggio per professionisti, artigiani e commercianti

Ad aprile 600 euro per professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani,
commercianti, coltivatori diretti, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. A maggio 1.000 euro per i liberi professionisti titolari di partita Iva che abbiano subito una riduzione “comprovata” del reddito di almeno il 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, e per i Co.Co.Co che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto. Il possesso dei requisiti dovrà essere autocertificato all’Inps e l’Agenzia delle Entrate farà le relative verifiche.

11. Bonus edilizio 110%

Superbonus del 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismica per rilanciare l’attività edilizia. Gli interventi dovranno garantire «il miglioramento di almeno due classi energetiche da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape)». La norma del decreto prevede, oltre al rafforzamento del credito d’imposta verde, la possibilità generalizzata di cedere il credito maturato con i lavori a banche o altri intermediari finanziari e lo sconto in fattura che consente alle famiglie e ai condomini di ricevere lo sconto equivalente direttamente nella fattura emessa dall’impresa che realizza i lavori.

12. Bonus vacanze

Credito per nuclei familiari con Isee non superiore a 40.000, utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre per il
pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive e dai b&b. Il credito è di 500 euro per ogni nucleo familiare (300 euro per i nuclei di due persone e di 150 euro per quelli di una). Il credito è fruibile per l’80% sotto forma di sconto (rimborsato poi al fornitore come credito d’imposta) e per 20% come detrazione di imposta.

13. Rafforzamento patrimoniale per imprese sopra i 5 Mln di fatturato

Per le società con ricavi sopra a 5 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro il decreto prevede un sistema
apposito di “rafforzamento patrimoniale”. Le misure si applicheranno solo per chi, nei mesi di marzo e aprile 2020, ha subito un calo di fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e valgono in occasione di aumenti di capitale effettuati entro il 31 dicembre 2020 (che, per ricevere i finanziamenti dello Stato di cui qui di seguito, dovranno essere di almeno 250.000 euro per società con ricavi di almeno 10 milioni di euro).
La misura prevede innanzitutto una detrazione d’imposta sull’Irpef o sull’Ires (a seconda del soggetto) pari al 20% del “conferimento in denaro effettuato nel capitale sociale di una o più società” mediante l’aumento del capitale sociale. L’importo massimo su cui calcolare la percentuale è di 2 milioni di euro. Inoltre, alle società oggetto di aumento di capitale, sarà riconosciuto un “credito d’imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto” (secondo il bilancio di esercizio 2020), fino a raggiungere al massimo il 30% dell’aumento di capitale stesso.
per le imprese con fatturato tra 5 e 50 milioni di euro che abbiano subito tra il primo marzo e il 30 aprile 2020 una riduzione dei ricavi superiore al 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si potrà detrarre dall’Irpef o dall’Ires il 30% della somma investita nel capitale sociale dell’impresa. Per le persone fisiche l’investimento massimo detraibile sarà di 1 milione, mentre per le società sarà di 1,8 milioni.

14. Start up innovative

Per quanto riguarda le start up innovative, si rifinanzia con 100 milioni di euro l’intervento “Smart & Start”, destinati al “rifinanziamento delle agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato”. Per questo stesso obiettivo si aggiungono 200 milioni di euro al “Fondo di sostegno al venture capital” per sostenere investimenti nel capitale di start up e PMI innovative.
Per “facilitare l’incontro tra le imprese e gli ecosistemi per l’innovazione”, si stanziano 10 milioni di euro per garantire alle start up contributi a fondo perduto per l’acquisizione di servizi forniti da incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels.
 
15. Per aumentare la disponibilità di liquidità dei cittadini, il Decreto Rilancio intende “remunerare” i crediti tributari e contributivi disapplicando la compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo. Previsto inoltre che il limite annuo dei crediti compensabili con il modello F24 passi da 700.000 euro a 1 milione. 

Per ulteriori dettagli non esitate a scriverci a csmarketing@creditspecialist.it

Autore: Lorenzo Colombo, Consulente Senior
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