PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE

E’ un periodo di grandi cambiamenti, lo si vede in ogni ambito. La ripresa, anche per dimenticare il prima possibile questo periodo, per azzerare  tutto quello che la Pandemia può ricordarci, deve necessariamente coincidere con innovazioni e novità. Anche le mode del momento sponsorizzano un cambiamento, un restyling, una veste nuova con cui proporre contenuti e nuovi servizi.

In questo senso le banche appaiono molto attive. Dopo la fusione di UBI e Banca Intesa, con ripercussioni anche su BPER, ecco pronta una nuova operazione similare in cui Credit Agricole ha acquistato il Creval (Credito Valtellinese).

Altre possibili combinazioni di cui da tempo si parla nel settore sono quelle tra Unicredit e Banco Bpm, o di Unicredit con Mps (che il Governo si è impegnato con  l’UE a cedere entro aprile prossimo), o ancora tra Banco Bpm e Bper e perché no, possibile anche una fusione tra Unicredit e Bper. Il “Risiko” delle banche italiane è al clou e nel 2021 e 2022 assisteremo sicuramente ad altri movimenti dettati da convenienze fiscali più che da mire espansionistiche

Queste varie fusioni comporteranno una serie di conseguenze tra cui:

– Modifica delle coordinate bancarie per migliaia di clienti. Le banche normalmente cercano di minimizzare i disagi per la clientela ma disguidi come mancati accrediti di stipendio o addebiti di utenze non sono difficili da immaginare.

– Sostituzione degli strumenti di pagamento come bancomat, carte di credito, libretti di assegni da parte di tutti i clienti della banca acquisita.

– Possibile nuovo home banking a cui doversi abituare dovendo convertire gli attuali codici di accesso.

– Potrebbe anche risultare difficile trovare il consueto supporto dalla filiale di riferimento: tra chiusure di molte filiali e spostamento del personale, il cliente potrebbe perdere i punti di rifermento per la gestione del rapporto bancario.

– Tutte le istruttorie relative all’erogazione di mutui e prestiti dovrebbero essere adeguate alle nuove politiche di credito. Questo potrebbe significare un repentino passo indietro nell’erogazione di un mutuo, con il rischio per il cliente di perdere caparre già versate.

– Clientela con fidi di conto corrente nei due istituti: molto difficilmente la nuova banca manterrà una concessione pari alla somma dei due fidi in essere. La conseguenza sarà molto probabilmente il vedersi dimezzare la propria disponibilità di cassa con possibili rilevanti problemi. Ad esempio nell’acquisizione di Creval da parte di Credit Agricole, dove formalmente gli effetti di quest’ultima acquisizione si vedranno poco prima dell’estate (luglio presumibilmente), ma già gli uffici fidi nell’analizzare le nuove pratiche tengono conto delle posizioni Creval- Credit Agricole e si muovono di conseguenza.

Dovendo affrontare queste situazioni è necessario perciò lavorare d’anticipo in modo da non bruciarsi nel proporre pratiche di aumento fidi o richieste di nuovi affidamenti a nuovi istituti, ragionando quindi anche su questi fattori di incorporazione , oltre che sui soliti criteri tipici dell’istruttoria bancaria.

Avvalersi di un consulente finanziario come Credit Specialist può essere la soluzione ideale. Tale scelta permette di mettersi nelle mani di un professionista in grado di valutare prima di tutto questi fattori. La conoscenza anticipata di certe notizie, oltre alla capacità di lettura della Centrale Rischi e del Bilancio, rende le scelte sia di nuove banche con cui lavorare che di richieste di aumento fidi ben ponderate e magari posticipate (laddove possibile) ad una serie di passaggi antecedenti, durante i quali vengano sistemate le situazioni “sgradevoli” per gli istituti di credito.

Il consulente finanziario non si limita quindi al solo reperimento di finanza ordinaria e straordinaria, o di finanza agevolata con magari qualche somma importante annessa a fondo perduto, ma consiglia l’azienda su come posizionare la liquidità nel migliore dei modi, in modo da poter presentare la situazione in Centrale Rischi al meglio ed ottimizzare così le poste di Bilancio e, di conseguenza, il proprio rating.

La figura del Credit Specialist può quindi permettere di accompagnare l’azienda in un momento come questo di profondi cambiamenti, in primis mettendo in sicurezza le fonti di approvvigionamento esterno e poi, nel medio termine, lavorando per ottimizzare le condizioni applicate e ottimizzando le linee di credito necessarie alla vita aziendale.

L’azienda può così dedicarsi agli altri fattori di sviluppo, garantendosi comunque la possibilità di cogliere nuove opportunità che il mercato finanziario o la finanza agevolata possono  offrire.

Autore: Paolo Manzoni Consulente Senior
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Progetto senza titolo (7)